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Storia di Frasso Telesino 


Percorso



Brano tratto dal libro:

"Frasso Telesino L'essenziale è (in)visibile",

di Riccardo Sganga, XX REGIONE, 2001

L'area territoriale dell'attuale "Comunità Montana del Taburno", di cui Frasso Telesino fa parte, fu sede dei principali centri della Civiltà sannita ed ebbe frequenti contatti con i centri della colonizzazione greca sul litorale, con i quali era collegata attraverso i fiumi Calore e Volturno. Dalla caduta di Roma, per tutto il Medioevo e fino all'Unità d'Italia del 1861, i centri abitati del territorio hanno seguito le sorti legate alle invasioni longobarde, bizantine, normanne, angioine, spagnole, francesi.

Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale il territorio fu teatro di scontri tra le truppe alleate e quelle tedesche. Monete d'argento conservate presso il "Museo archeologico Nazionale" di Napoli attestano l'appartenenza sannitica del territorio frassese; le tombe degli Arbusti ne attestano invece la presenza romana; la statua della Madonna di Campanile ne rappresenta il periodo medievale; le famiglie, Pignatelli, Gambacorta, Spinelli ecc. sono testimonianze del periodo Feudale; l'aggiunta a Frasso dell'aggettivo Telesino coincide con l'inizio del periodo Moderno.

La zona che esemplifica la vita attuale del paese è quella che da Piazza IV Novembre, attraversando tutto il Corso Amedeo Calandra, si estende per Via Capo Sant'Angelo fino a raggiungere un simpatico murales dell'artista spagnola Patricia Gadea. Si passa da case semi-diroccate a moderni palazzi a più piani e a piccoli negozi. Terravecchia, il cuore del cuore di Frasso, un monumento animato attestante che la storia non è finita, né finirà. È qui che s'intrecciano i rapporti interpersonali. È qui che si decide il fare quotidiano. È qui che si organizza - e in gran parte si svolge - il tempo libero. Anche quando ci si sposta verso altri paesi, il punto di partenza e di riferimento è in questa zona.

 

Terravecchia è un antico nucleo abitativo ricco di suggestive arcate e passaggi, le cui origini risalgono al X secolo. Con l'omonima manifestazione, negli anni Ottanta (dal 1983 al 1985), l'intera comunità intese promuovere la propria immagine a livello internazionale. La manifestazione artistico-culturale e ambientale consentì di operare interventi pittorici su pareti di androni, case e chiese del paese con rilevante valore urbanistico ed ebbe grande risonanza a livello nazionale ed internazionale.

Tra i personaggi illustri della storia frassese meritano particolare attenzione la principessa Giulia Gambacorta, il medico e filosofo del Cinquecento Giovanni Francesco Brancaleone, l'Arcivescovo e Viceré Papiniano Marcello Cusani, il poeta dell'Ottocento Antonio Barbieri, il teologo Alfonso Maria Iannucci, il numismatico Domenico Spinelli e il musicista Nicola Calandro.